mercoledì 3 aprile 2013

La Nike di Samotracia

 Scultura di III sec A.C. proveniente dall'omonima isola,tra le più famose dei nostri tempi e più visitate anche a livello turistico mondiale.Sarà curioso sapere che la statua apparteneva ad un monumento commemorativo creato certamente per i Cabiri in onore di una loro vittoria navale,e proprio a questo scopo la Nike era collocata sulla prua di una nave.Ora,riflettendo in generale posso immaginare la difficoltà di un pittore nel riprodurre una scena in movimento in un quadro,posso immaginare il sudore dello scultore che crea una forma dinamica dal legno,ma proprio non riesco a capire come il talento manifatturiero dell'uomo possa creare il movimento dal marmo,è sempre stato un concetto piuttosto scioccante nella mia testa (ovviamente in tutto il suo più ammirevole significato).
Questo è l'aspetto che mi colpisce di più negli scultori in generale come il Bernini o Thordvalsen,grandi artisti che hanno reso leggero il marmo nel 600 e 800,ma l'idea che una tale opera  sia stata realizzata più di duemila anni fa mi lascia senza parole.
Il risultato di leggerezza e movimento al tempo stesso lascia veramente senza parole,se si pensa che sono due risultati davvero ardui da ottenere nella stessa scultura:il  panneggio è perfetto,sembra di sfiorare il tessuto che avvolge il ventre della Nike,come se la veste fosse bagnata ,e qui c'è la perla dell'opera:l'idea di consistenza materica che sembra uscire dal marmo e divenire "reale" tanto da poterla toccare e sentire l'umidità della veste.La Nike era rappresentata nel momento in cui stava per appoggiarsi sul lato della nave e quindi nel momento "limite" tra movimento e arresto e questo attimo è colto in tutta la sua verità in questa Nike che sembra attraversata da un vento che le getta indietro la veste.Questo è l'esempio di straordinaria abilità manuale quanto concettuale di un artista che purtroppo rimane anonimo,ma il cui nome per bravura avrebbe riecheggiato attraverso i secoli e di cui avremmo sicuramente ampiamente approfondito gli aspetti stilistici,se le condizioni e le casualità lo avessero permesso... 

Il candelabro di S.Paolo fuori le mura

martedì 29 novembre 2011

Il candelabro di S.Paolo fuori le mura oltre ad essere tra i più antichi di Roma ha anche una particolarità nella sua funzione che è liturgica: infatti ogni sabato santo viene acceso il cero in segno di attesa della resurrezione di Cristo.
Opera del Vassalletto ,costruito nel XII secolo,il candelabro presenta iconografie tratte dalla passione di Cristo (a parte la zona basamentale con figure femminili e sfingi)che ne fanno un repertorio inedito nella storia dei candelabri.Visibile una certa apertura della scultura romana verso l'elemento gotico.