martedì 12 novembre 2013

Donna allo specchio

Non ci sono mai stati limiti alla sfrontatezza dei tuoi lamenti, fatti sempre ad alta voce per essere ben ascoltati da orecchie sensibili ai pettegolezzi e poco dediti a ragionamenti privi di veleno. Ti preoccupi di ciò che può sembrare, alzi il mento fin tanto che nessuno capti la tua codardia, irrigidisci le spalle come cumuli di macerie di cemento, freddo, insensibile a qualunque turbolenza ti sfiori, con quella  freddezza riusciresti a passare nel fuoco più ardente, è la stessa freddezza che tieni stretta tra i fermagli delle tue acconciature, un'amica insostituibile unica che conservi come un dono del Signore quasi fosse un segreto da custodire gelosamente tra la carta da parati color pastello che ti avvolge in camera. 

Nessuno sa e deve sapere quanta fatica ti costa tenere i pezzi dell'orrore che porti dentro, ma che non ti sei fatta scrupolo di risparmiare a chi un tempo ti  sosteneva, chi nei tuoi occhi vedeva il sole e ti tendeva la mano per accompagnarti tra il buio di quell'orrore...no, tu sei più feroce di qualunque altruismo, nessuno deve aiutare la mano che pugnala. 

Esci inghirlandata di perle e profumi, sfili tra preziosi tacchi e sfoderi sorrisi cortesi accompagnati da frasi circostanziali che ormai fanno parte della tua sceneggiatura quotidiana, sono gli stessi sorrisi che un tempo sfornavi alle loro tavole per nascondere i denti digrignanti della belva che campeggiava nel tuo animo: hai studiato le mosse, predetto vendetta, hai giocato bene le carte al loro tavolo, li hai abbracciati con guanti che serravano pugnali di madreperla, hai recitato degnamente all'altezza di un grande Chaplin, insinuando mai proponendo, pretendendo mai chiedendo, covando mai condividendo sincera ammirazione.

La loro vera fortuna è camminare per  strade lontane dalla tua, in un inno alla trasparenza e serenità. La belva è lontana da loro, ma vive ancora dentro te e lì brama nuove opportunità .

Magari una speranza di umanità aleggerà quando al tramonto dei tuoi anni ti ritroverai di fronte allo specchio e con il primo solco del tempo che passa sul tuo volto incipriato, ripensando a loro una lacrima riempirà quel solco  allora, forse, troverai un pò di umanità nella belva che ombreggia la tua anima.



domenica 12 maggio 2013

Thoughts overcome reality

Non credo questa immagine abbia bisogno di alcun commento, la sua potenza passa attraverso ogni parola e lascia spazio solo alla libertà dei pensieri...
La dedico a chi sa portare la propria fantasia oltre la realtà, lasciandosi la possibilità di sperare in qualcosa di più...buona domenica!

mercoledì 3 aprile 2013

La Nike di Samotracia

 Scultura di III sec A.C. proveniente dall'omonima isola,tra le più famose dei nostri tempi e più visitate anche a livello turistico mondiale.Sarà curioso sapere che la statua apparteneva ad un monumento commemorativo creato certamente per i Cabiri in onore di una loro vittoria navale,e proprio a questo scopo la Nike era collocata sulla prua di una nave.Ora,riflettendo in generale posso immaginare la difficoltà di un pittore nel riprodurre una scena in movimento in un quadro,posso immaginare il sudore dello scultore che crea una forma dinamica dal legno,ma proprio non riesco a capire come il talento manifatturiero dell'uomo possa creare il movimento dal marmo,è sempre stato un concetto piuttosto scioccante nella mia testa (ovviamente in tutto il suo più ammirevole significato).
Questo è l'aspetto che mi colpisce di più negli scultori in generale come il Bernini o Thordvalsen,grandi artisti che hanno reso leggero il marmo nel 600 e 800,ma l'idea che una tale opera  sia stata realizzata più di duemila anni fa mi lascia senza parole.
Il risultato di leggerezza e movimento al tempo stesso lascia veramente senza parole,se si pensa che sono due risultati davvero ardui da ottenere nella stessa scultura:il  panneggio è perfetto,sembra di sfiorare il tessuto che avvolge il ventre della Nike,come se la veste fosse bagnata ,e qui c'è la perla dell'opera:l'idea di consistenza materica che sembra uscire dal marmo e divenire "reale" tanto da poterla toccare e sentire l'umidità della veste.La Nike era rappresentata nel momento in cui stava per appoggiarsi sul lato della nave e quindi nel momento "limite" tra movimento e arresto e questo attimo è colto in tutta la sua verità in questa Nike che sembra attraversata da un vento che le getta indietro la veste.Questo è l'esempio di straordinaria abilità manuale quanto concettuale di un artista che purtroppo rimane anonimo,ma il cui nome per bravura avrebbe riecheggiato attraverso i secoli e di cui avremmo sicuramente ampiamente approfondito gli aspetti stilistici,se le condizioni e le casualità lo avessero permesso... 

Il candelabro di S.Paolo fuori le mura

martedì 29 novembre 2011

Il candelabro di S.Paolo fuori le mura oltre ad essere tra i più antichi di Roma ha anche una particolarità nella sua funzione che è liturgica: infatti ogni sabato santo viene acceso il cero in segno di attesa della resurrezione di Cristo.
Opera del Vassalletto ,costruito nel XII secolo,il candelabro presenta iconografie tratte dalla passione di Cristo (a parte la zona basamentale con figure femminili e sfingi)che ne fanno un repertorio inedito nella storia dei candelabri.Visibile una certa apertura della scultura romana verso l'elemento gotico.